Psicologia del marketing: Le tecniche di marketing nei media tradizionali

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Le tecniche di marketing costituiscono uno strumento fondamentale nella realizzazione e diffusione di un messaggio pubblicitario.
Queste nel corso degli anni hanno subito un’evoluzione dipesa da diversi fattori; in primis dallo sviluppo e dall’incremento dei mezzi di comunicazione di massa.
La comparsa di nuovi media e di strumenti tecnologici ed il loro costante perfezionamento hanno infatti contribuito ad ampliare non solo le tipologie di messaggi pubblicitari ma l’intero sistema pubblicitario, rivoluzionando così anche il mondo del marketing.

Sulla base di questo processo di sviluppo possono essere individuate due tipologie di tecniche di marketing: quelle utilizzate nell’ambito dei media tradizionali e le tecniche di marketing utilizzate nei nuovi media.
Le tecniche di marketing utilizzate nell'ambito dei media tradizionali sono state sviluppate ed utilizzate in modo particolare nell’ambito cinematografico e televisivo e consistono ne: la ripetizione, la attention-getting production features, l’animazione, i branded characters, il celebrity endorsement, i premiums, il product placement, le integrated marketing strategies ed il video news realises.

Vediamole brevemente:

Ripetizione: consiste nella ripetizione dello stesso messaggio per lassi di tempo variabili;

Attention-getting production features: la pubblicità viene implementata da effetti che hanno lo scopo di attirare l’attenzione dello spettatore verso lo spot, sono di tipo sonoro e visivo e possono includere oggetti o persone in movimento spesso a ritmo di musica;

Animazione: è costituita dall’utilizzo di disegni animati ed immagini in movimento;

Branded characters: prevede la sponsorizzazione del prodotto attraverso l’uso dell’immagine di personaggi popolari tratti da programmi e contenuti di animazione;

celebrity endorsement, tecniche di marketing, media tradizionaliCelebrity endorsement: o celebrity testimonial, il prodotto viene presentato da personaggi famosi appartenenti al mondo dello spettacolo, dello sport, della musica, che nel messaggio pubblicitario mostrano di utilizzare ed approvare il prodotto;

Premiums: sono dei piccoli giocattoli o oggetti che vengono distribuiti in omaggio con l’articolo che si sta acquistando.
Un esempio di questa strategia di vendita è il giocattolo o gadget che accompagna l’acquisto dell’Happy Meal;

Product placement: questa tecnica di marketing ha avuto larga diffusione in ambito televisivo e cinematografico.
Il prodotto pubblicizzato viene in genere inserito all’interno di scene contenute in programmi televisivi o produzioni cinematografiche.
Ciò è finalizzato non solo a promuovere un determinato prodotto ma soprattutto a non dare la percezione allo spettatore di assistere ad un messaggio pubblicitario, rendendolo così molto più efficace.
L’esempio più famoso di product placement è rappresentato dall’inserimento delle caramelle Reese’s Pieces in diverse scene del film E. T.;

Strategie di marketing integrato: è costituita dallo svolgimento di campagne pubblicitarie strutturate in contemporanea su più media; ad esempio l’utilizzo del celebrity endorsement può essere accompagnato dalla scelta di allegare dei premiums al prodotto;

Video news releases: consiste nella realizzazione di video da parte delle compagnie produttrici riguardo ai loro articoli e ad iniziative ad essi correlate che in seguito vengono distribuiti e trasmessi a livello televisivo.


Bibliografia:
Calvert S. L., (2008), Children as consumers: Advertising and marketing, in “Future of Children”, v. 18, n. 1.

Per le foto si ringraziano nell'ordine: Daadi e [177]
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Psicologia sociale: Gli stereotipi di genere dei genitori incidono sulla scelta dei figli di intraprendere una carriera in campo matematico

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Numerosi test e l’analisi dei risultati accademici hanno largamente evidenziato una parità di competenze ed abilità tra uomini e donne in campo scientifico.
Il dato interessante è che, benché vi siano pari capacità e preparazione nelle materie scientifiche, le donne che scelgono di intraprendere gli studi e di lavorare in quest’ambito sono in numero nettamente inferiore rispetto ai colleghi uomini.
Questo fenomeno può avere diverse motivazioni; una tra queste è costituita dagli stereotipi di genere.

Pamela Davis-Kean, psicologa presso l’University of Michigan Institute for Social Research, e colleghi hanno condotto uno studio volto ad analizzare quanto i valori e le attitudini dei genitori influiscono sullo sviluppo delle competenze matematiche dei figli e se tali attitudini varino sulla base del genere del bambino.
I dati utilizzati sono stati tratti da una sperimentazione pregressa in cui erano stati coinvolti oltre 800 bambini e le rispettive famiglie.
Altro dato rilevante è che la ricerca è stata svolta per un lasso di tempo di ben 13 anni; ha infatti avuto inizio nel 1987 ed è stata condotta in modo continuativo fino al 2000.
Tali prerogative sono estremamente importanti in quanto costituiscono un indice dell’affidabilità, soprattutto a livello quantitativo, dei dati raccolti e dello studio effettuato.

L'analisi dei dati ha evidenziato che le attitudini e gli stereotipi di genere dei genitori, in modo particolare quelli del padre, incidono in modo significativo sulla scelta dei figli di intraprendere un percorso di studi e professionale in ambito scientifico.
Le attitudini e gli stereotipi dei genitori assumono così un ruolo di primaria importanza in quanto si traducono anche nelle loro scelte educative.
Tra queste una delle più rilevanti è costituita dal maggiore incoraggiamento e supporto offerto ai figli maschi nella formazione Stereotipi di genere - Numero di oggetti scientifici o matematici acquistati per le bambine ed i bambini dai genitorie nella preparazione in campo matematico rispetto alle figlie femmine.
Come indicato nel grafico, tale incoraggiamento trova espressione nella tendenza da parte dei genitori all’acquisto di un numero più elevato di giocattoli inerenti all’ambito scientifico per i bambini piuttosto che per le bambine e nel fatto che dedichino più tempo a svolgere giochi ed attività inerenti al settore scientifico con i figli maschi.

Credit: University of Michigan Institute for Social Research

Ai risultati precedentemente conseguiti grazie alla ricerca della Dottoressa Davis-Kean sono stati aggiunti quelli ottenuti attraverso altre ricerche analoghe.
Tali sperimentazioni mostrano che le attitudini dei genitori hanno una significativa influenza non solo sulle performance attuali dei figli ma anche sui loro risultati futuri; nel caso in cui ritengano che materie come matematica e scienze siano più importanti per i ragazzi che per le ragazze questo si rifletterà non solo sul rendimento scolastico ma anche sulla scelta del percorso lavorativo.
I ricercatori sono così giunti alla conclusione che l’interesse delle bambine per le materie scientifiche ed in particolare per la matematica diminuisce all’aumentare degli stereotipi di genere del padre, al contrario l’interesse dei bambini per le discipline scientifiche cresce con il rafforzamento degli stereotipi di genere del padre.
Come è evidenziato nel grafico, nel caso delle figlie femmine si ha una relazione inversamente proporzionale in quanto all’aumentare di una variabile l’altra subisce una decrescita, mentre nel caso dei figli Stereotipi di genere - Influenza degli stereotipi di genere del padre sugli interessi dei figli e delle figlie in ambito matematico maschi si ha un rapporto direttamente proporzionale poiché entrambe le variabili registrano un incremento.
Queste ricerche indicano quindi che gli stereotipi di genere dei genitori, ed in modo particolare del padre, sono altamente influenti nel ridurre la scelta delle figlie di intraprendere gli studi o una carriera in ambito matematico e scientifico.

Credit: University of Michigan Institute for Social Research

Gli stereotipi di genere dei genitori e le loro attitudini influiscono sulle scelte inerenti all’istruzione ed alla carriera dei figli?
Ed inoltre tali stereotipi possono determinare un decremento nella decisione da parte delle donne di intraprendere una carriera in ambito scientifico?

Bibliografia:
Davis-Kean P. E., (2005),
The Influence of Parent Education and Family Income on Child Achievement: The Indirect Role of Parental Expectations and the Home Environment, Journal of Family Psychology, 19(2), 294-304.

Per la foto si ringrazia: HeffTech

Un ringraziamento particolare va alla Dottoressa Diane Swanbrow per la gentilezza e la disponibilità e per aver permesso l'inserimento dei due grafici tratti dall'articolo originario nel presente articolo.

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Psicologia criminale: Il Bum Fighting e l'aggressività nei nuovi media

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Il bum fighting è un fenomeno che nasce negli Stati Uniti attorno alla fine degli anni ’90 e consiste nell’organizzazione di scontri cruenti.
Tali incontri si svolgono solitamente secondo due modalità distinte:
1. violenti match di boxing, combattimenti, aggressioni fisiche o colluttazioni;
2. partecipazione di soggetti coinvolti, dietro compenso, in atti di autolesionismo.

In genere le persone che si occupano dell’organizzazione di quest’attività illegale sono giovani, in larga misura minorenni, e non provengono da un contesto socio-economico svantaggiato.
Al contrario le persone che vengono reclutate per partecipare a questi confronti sono persone che vivono in condizioni di estremo disagio e povertà, come senzatetto, alcolizzati o drogati.

Altra prerogativa che contraddistingue il bum fighting è il ruolo preminente dei nuovi media nella diffusione del fenomeno; gli incontri vengono infatti filmati ed in seguito distribuiti in rete o in modo gratuito o, come più frequentemente accade, messi in commercio in siti specializzati.
In un contesto come questo il medium utilizzato costituisce uno strumento nodale; la possibilità di veicolare in modo rapido un numero elevatissimo di video e la semplicità con cui si può entrare in possesso di tali contenuti ci forniscono un indicatore importante riguardo all’espansione ed all’entità che può assumere il fenomeno.
Questo inoltre evidenzia che benché questa tipologia di scontri abbiano avuto origine in aree geografiche lontane dalla nostra tramite un mezzo di comunicazione di massa come Internet possono essere fruibili con facilità in realtà in cui questo fenomeno non si è ancora sviluppato.

Cosa ne pensate?
E’ opportuno che questi filmati vengano messi in rete e commercializzati? Ed inoltre che siano così facilmente fruibili?
Quali potrebbero essere le loro ripercussioni?


Bibliografia:
Zara G., (2006), La psicologia criminale minorile, Roma, Carocci editore S.p.A.

Per la foto si ringrazia: neurmadic aesthetic

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