Psicologia del lavoro: La tecnosi e lo stress tecnologico

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Michelle M. Weil e Larry D. Rosen oltre ad aver contribuito a definire in cosa consista il tecnostress hanno individuato un’altra forma di disagio derivato dall’utilizzo di strumenti tecnologici che prende il nome di tecnosi.
I ricercatori definiscono la tecnosi come la dissoluzione del confine tra uomo e tecnologia; le persone instaurano infatti un rapporto disfunzionale con gli strumenti tecnologici ed iniziano a pensare che dovrebbero agire e svolgere i propri compiti alla stessa velocità degli oggetti che utilizzano.
Inoltre spesso accade che gli utenti instaurino un rapporto di dipendenza estremamente accentuato con gli oggetti tecnologici di cui fanno uso; tale rapporto di subordinazione contribuisce a rafforzare questa relazione disfunzionale.

L’insorgenza di questo fenomeno è lenta e spesso coloro che ne sono colpiti non ne hanno consapevolezza e ne divengono consci quando i sintomi sono ormai evidenti.
Come accennato precedentemente, la tecnosi è caratterizzata dallo sviluppo di un rapporto di dipendenza con gli strumenti tecnologici, ciò è inoltre accompagnato dalla sensazione di non riuscire a svolgere con successo le attività che si sono intraprese senza l’ausilio di elettrodomestici od oggetti tecnologici ed il soggetto avverte la continua necessità di accelerare e sveltire il proprio lavoro.
Un esempio di questo disagio potrebbe essere dato dall’impossibilità di redigere di un testo senza l’ausilio del computer.

Il rischio per le persone affette da tecnosi è quello di diventare più orientati verso gli strumenti tecnologici ed al contempo meno sensibili verso quelli che sono i propri bisogni e quelli degli altri.
Altro rischio inoltre è quello di divenire talmente dipendenti dai dispositivi tecnologici da perdere la propria identità.
Nei casi più gravi i soggetti colpiti da questo disagio arrivano addirittura a definire se stessi e la loro personalità sulla base delle prerogative degli oggetti tecnologici che posseggono; ad esempio in base al loro brand o alle funzioni e le proprietà che li caratterizzano.


Per la foto si ringrazia: jimmyroq

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Psicologia del marketing: Le tecniche di marketing nei nuovi media

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advergames, brand loyalty, nuovi media, online interactive agents, Psicologia del marketing, pubblicità, pubblicità nascosta, tecniche di marketing, tracking software e spyware, viral marketingIn seguito allo sviluppo dei nuovi media sono state elaborate nuove tecniche di marketing più sofisticate ed innovative che riescono non solo a veicolare il messaggio pubblicitario in modo efficace ma anche ad interagire con il consumatore e a registrarne e ad analizzarne le scelte ed i consumi.
Alle tecniche di marketing tradizionali, come la ripetizione, la attention-getting production features, l’animazione, i premiums, i branded characters, il celebrity endorsement, il product placement, le integrated marketing strategies ed il video news realises si sono aggiunte negli ultimi anni: il viral marketing, l’advergames, il tracking software e spyware e gli online interactive agents.

Le tecniche di marketing utilizzate nell’ambito dei nuovi media consistono in:

Viral marketing: concerne il buzz riguardo ad un prodotto, servizio o evento e viene diffuso, come mostra l'immagine in alto a destra, nelle forme più varie e fantasiose, in modo estremamente veloce e grazie al passaparola.
Il nome deriva dalla tendenza all’utilizzo di una figura che veicola e diffonde il messaggio pubblicitario velocemente in modo analogo a quanto accade con il contagio virale;

Advergames: si tratta di videogiochi interattivi realizzati al fine di veicolare dei messaggi pubblicitari.
La loro peculiarità rispetto ad altre tecniche di marketing è il passaggio da parte dell’utente dalla condizione di spettatore passivo a quella di soggetto attivo in quanto interagisce con il sito e le sue features durante il gioco.
Questo è estremamente importante poiché riesce a coniugare il mantenimento di elevati livelli attentivi con la fruizione del messaggio pubblicitario aumentandone così l’efficacia in modo esponenziale;

Tracking software e spyware: consistono in software che permettono di raccogliere dati inerenti alle modalità di navigazione ed ai tempi di permanenza degli utenti all’interno di un sito.
I tracking software e spyware più conosciuti sono i cookies.
I cookies sono dei files che vengono installati dal sito visitato all’interno del computer degli utenti e vengono nuovamente raccolti ed aggiornati ad ogni accesso al sito.
Ciò ha lo scopo non solo di tracciare la navigazione dell'utenza ma anche di testare l’efficacia delle strategie di marketing adottate e di monitorare le preferenze su prodotti ed aree del sito;

Online interactive agents: rappresenta una forma virtuale di pubblicità nascosta.
Tali “agenti” sono dei robot o dei bot che vengono programmati per dialogare con gli utenti e rispondere ai navigatori che iniziano una conversazione con loro.
Questa tecnica di marketing è finalizzata al mantenimento e all’incremento dell’interesse verso il sito e gli articoli che promuove ed in modo particolare all’accrescimento della brand loyalty.


Bibliografia:
Calvert S. L., (2008), Children as consumers: Advertising and marketing, in “Future of Children”, v. 18, n. 1.

Per la foto si ringrazia: Robyn Gallagher
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