Il ruolo e l'influenza dei mass media nell'informazione politica

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La relazione tra mass media e politica è particolarmente articolata, eterogenea e sfaccettata.
Ciò è dipeso in gran parte dal fatto che i mass media costituiscono la maggior fonte di informazione e questo si ripercuote in modo più o meno evidente sui processi decisionali in ambito politico, economico e sociale e sulla formazione dell’opinione pubblica.
I mass media ricoprono quindi un ruolo fondamentale nella diffusione delle informazioni in quanto non solo selezionano e riportano le notizie ma forniscono un’interpretazione degli avvenimenti politici e, aspetto più importante, contribuiscono a far familiarizzare i cittadini con la politica e ad informarli sull’offerta elettorale.
Ma come si informano gli italiani sull’offerta politica?
Quali sono i mass media che influiscono maggiormente sulle scelte di voto dell’elettorato?

Il ruolo svolto dai mass media e la loro fruizione nell’informazione politica sono stati oggetto di uno studio realizzato dal Censis.
La ricerca è stata condotta durante la campagna elettorale che ha preceduto le elezioni europee del giugno 2009 e la rilevazione dei dati è stata effettuata attraverso il sondaggio di opinione.
Allo studio hanno partecipato 1144 soggetti tra i 18 e gli 80 anni residenti in Italia ed il campione è stato stratificato per genere, età, ripartizione geografica e classe di ampiezza del comune di residenza.
L’indagine ha evidenziato la presenza di significative differenze nell’utilizzo dei mass media.
La fruizione dei media infatti subisce delle variazioni che sono correlate all’età degli elettori, al livello di istruzione e persino al genere ed all’area geografica in cui risiedono.
Dalla ricerca è emerso che il medium più influente e di cui i cittadini fruiscono maggiormente per informarsi riguardo all’offerta elettorale ed agli avvenimenti politici è la televisione, seguito dalla stampa, dai rapporti non mediati, dalla radio ed infine da internet.

Come anticipato la televisione costituisce il mezzo di comunicazione di massa più autorevole ed in grado di influire in modo più incisivo sulle scelte di voto dell’elettorato.
La preminenza della televisione rispetto agli altri media in quest’ambito è sottolineata dal fatto che le due fonti di informazione politica più consultate sono due format televisivi: i telegiornali ed i programmi giornalistici di approfondimento.

Il format televisivo che viene consultato con maggiore frequenza per informarsi sull’offerta politica è il telegiornale.
I notiziari televisivi sono seguiti infatti da ben il 69,3% degli elettori; una cifra davvero impressionante in quanto costituiscono il principale mezzo di informazione in ambito politico per oltre due italiani su tre.
Il dato aumenta ancora arrivando al 76% per quanto riguarda i soggetti che hanno un livello di istruzione più basso e sale addirittura al 78,7% per i pensionati.
La seconda fonte di informazione di cui si avvalgono gli italiani per formarsi un’opinione sull’offerta politica sono i programmi giornalistici di informazione, quali ad esempio Ballarò e Matrix.
I programmi giornalistici di informazione ed approfondimento sono consultati in misura nettamente inferiore rispetto ai notiziari televisivi ma raggiungono comunque una percentuale elevata che arriva al 30,6%.
Altro dato interessante è che il pubblico che fruisce di questo format televisivo ha una composizione molto differente rispetto a quella dei telegiornali; è costituito infatti in gran parte da persone che hanno un livello di istruzione elevato, la percentuale sale al 37%, e che vivono in città che sono abitate da più di 100.000 abitanti, in questo caso il dato oscilla addirittura tra il 36% ed il 40%.
Ulteriore prerogativa che caratterizza il pubblico che consulta i programmi giornalistici di informazione in ambito politico è inerente all’età degli spettatori; si registra una forte flessione tra i giovani elettori, nella fascia d’età tra i 18 e i 29 anni, con una percentuale che scende al 22,3%.

Il mass medium di cui gli italiani fruiscono maggiormente dopo la televisione per crearsi un’opinione politica è la carta stampata.
I giornali hanno avuto un ruolo determinante nell’informazione sull’offerta elettorale per il 25,4% degli aventi diritto al voto.
Questo dato, analogamente a quanto registrato per i programmi giornalistici di approfondimento, subisce un sensibile incremento tra gli elettori che hanno un livello di istruzione più alto ed arriva al 34%.
Tale tendenza aumenta ancora se si focalizza l’attenzione sugli elettori che risiedono al Nordest e nei centri più grandi e tocca il 35% per quanto concerne i liberi professionisti ed i lavoratori autonomi.

In seguito alla carta stampata vi sono i rapporti non mediati che consistono nei rapporti interpersonali; quali ad esempio il confronto con familiari ed amici.
I rapporti non mediati costituiscono un mezzo di informazione fondamentale in ambito politico per il 19% degli aventi diritto al voto.
La percentuale di elettori che si informano sull’offerta politica attraverso le relazioni sociali sale al 22,2% per le persone che vivono al Mezzogiorno e raggiunge il 22,5% per coloro che abitano nei centri urbani minori, tale dato cresce ancora per quanto riguarda gli elettori più giovani, tra i 18 e i 29 anni, ed arriva al 26%.
Un altro strumento di informazione politica è il materiale di propaganda dei partiti, come volantini e manifesti, che è stato utilizzato dal 10,9% degli elettori, con un picco di interesse al Nordest in cui la percentuale di cittadini che consultano il materiale di propaganda sale al 17,4%.
La partecipazione diretta alle manifestazioni pubbliche organizzate dai partiti influisce in modo limitato sulla formazione di un’opinione sull’offerta politica coinvolgendo solo il 2,2% degli elettori, percentuale che scende ancora per quanto riguarda gli elettori più giovani fermandosi allo 0,7%.

La radio, a differenza della televisione e della stampa, ha un ruolo marginale nell’informazione politica; infatti solo il 5,5% degli elettori fruisce dei programmi radiofonici per formarsi un’opinione in merito all’offerta elettorale.
Tale dato subisce un forte incremento per quanto concerne liberi professionisti, lavoratori autonomi, commercianti ed artigiani e raggiunge il 12,1%.

Infine il medium di cui gli elettori si avvalgono in misura inferiore nel periodo preelettorale è internet che rappresenta il fanalino di coda nell’informazione politica.
La consultazione dei siti web dei partiti si ferma al 2,3% ed il dato scende al 2,1% se si analizza la fruizione dei social networks, quali Facebook, e dei blogs e dei forum di discussione.
Si registra invece un’inversione di tendenza per quanto concerne la fruizione di articoli e contenuti online da parte dei giovani elettori; tra gli studenti infatti la consultazione dei siti internet dei partiti aumenta fino al 7,5% ed il 5,9% ha navigato su siti di informazione e che affrontano tematiche inerenti all’ambito politico per reperire informazioni in merito all’offerta elettorale.

I risultati di questa ricerca evidenziano l’egemonia della televisione nel campo dell’informazione, soprattutto in ambito politico, e sottolineano inoltre l’influenza di questo medium sull’opinione pubblica e la sua efficacia nell’orientare le scelte dell’elettorato.
La televisione si rivela particolarmente influente in quanto riesce a raggiungere un pubblico non solo molto vasto ma anche eterogeneo.
Ciò è indicato dai dati emersi in merito alla composizione del pubblico che fruisce dei format televisivi più consultati.
Il divario più netto è relativo al livello di istruzione degli spettatori; infatti mentre i programmi giornalistici di informazione e approfondimento sono consultati in misura maggiore da persone con un livello di istruzione elevato i telegiornali sono seguiti soprattutto da persone con un livello di istruzione più basso.
Anche la stampa ha un ruolo rilevante nell’informazione politica, in particolare per gli elettori che risiedono al Nordest e nelle grandi città e con un alto livello di istruzione, ma non riesce ad eguagliare l’influenza del medium televisivo.
I media tradizionali sono quindi decisivi nella formazione di un’opinione in ambito politico per la maggior parte degli elettori, a differenza dei nuovi media che sono consultati da un’utenza estremamente ridotta.
Ciò indica che, diversamente da quanto è avvenuto per le ultime elezioni presidenziali americane, i nuovi media ed i social media hanno allo stato attuale ancora un ruolo marginale nell’orientare le scelte di voto dell’elettorato italiano.


Fonte:
Censis, Elezioni 2009. Come si sono informati gli italiani.

Per la foto si ringrazia: Ginnerobot

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