Informazione e mass media: La fiducia verso televisione e stampa

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I mass media costituiscono uno dei principali mezzi di informazione ed hanno un ruolo nodale nella selezione e nella diffusione delle notizie e nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
Uno degli aspetti fondamentali nella diffusione delle notizie è la percezione della loro attendibilità; ciò è dipeso da diversi elementi tra cui la fiducia nel medium attraverso cui vengono veicolate.

La fiducia nell’informazione veicolata attraverso i media è stata oggetto di numerosi sondaggi condotti a partire dai primi anni ’90 dalla Gallup Organization.
Le ricerche hanno focalizzato l’attenzione sulla fiducia degli americani nell’informazione diffusa tramite la televisione e la stampa.
I dati raccolti nel corso degli ultimi 20 anni hanno evidenziato un progressivo calo della fiducia nei quotidiani e nei programmi televisivi di informazione.
Tale calo si è verificato soprattutto nei primi anni del 2000, in particolare tra il 2003 ed il 2007, in cui vi è stata una flessione di oltre 10 punti percentuali per ambedue i media.
Per quanto concerne la carta stampata si è passati dal 39% dei lettori che nel 1990 indicavano i giornali come una fonte di informazione abbastanza o molto affidabile ad un magro 25% registrato nel sondaggio condotto nel luglio 2010.
La situazione non è più rosea per la televisione che anzi ha visto nel corso degli ultimi anni una diminuzione della fiducia ancora più netta rispetto alla stampa; si è passati infatti dal 46% rilevato nel 1993, anno in cui sono stati svolti per la prima volta i sondaggi in merito alla fiducia verso l’informazione televisiva, ad un esiguo 22% del 2010.
I risultati che sono emersi dall’ultimo sondaggio, effettuato nella seconda metà del 2010, inoltre costituiscono due tra le percentuali più basse in assoluto sia per quanto concerne la fiducia nell’informazione diffusa attraverso i quotidiani che per quella diffusa tramite i programmi televisivi.


La fiducia nei quotidiani e nelle notizie veicolate attraverso la televisione

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Il sondaggio condotto dalla Gallup Organization nel 2010 in merito alla fiducia del pubblico nell’informazione veicolata tramite la televisione e la stampa è stato svolto tra l’8 e l’11 luglio attraverso intervista telefonica.
Lo studio ha coinvolto un campione costituito da 1020 soggetti, selezionati in modo casuale, di età superiore ai 18 anni e residenti nel Nord degli Stati Uniti d’America.
Il campione è stato stratificato per genere, età, area di residenza, livello di istruzione, etnia e tipologia di linea telefonica tramite cui è stato contattato.
I risultati dello studio hanno permesso di evidenziare significative differenze nella fiducia da parte del pubblico nell’informazione diffusa attraverso i programmi televisivi ed i quotidiani.
I dati raccolti sono stati analizzati in relazione all’età, all’ideologia politica ed al partito di riferimento dei soggetti coinvolti nel sondaggio.
Per quanto concerne l’età il campione è stato suddiviso in 4 gruppi:
• dai 18 anni ai 29 anni;
• dai 30 anni ai 49 anni;
• dai 50 anni ai 64 anni;
• oltre i 65 anni.


La fiducia nei programmi televisivi di informazione e nei giornali in relazione all'età

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I risultati emersi dall’indagine indicano che il 22% dei soggetti intervistati ha abbastanza o un’elevata fiducia nei programmi televisivi di informazione.
La percentuale sale al 24% per la fascia d’età tra i 18 ed i 29 anni, mentre subisce una forte diminuzione per i soggetti tra i 30 ed i 49 anni, fermandosi appena il 16%.
In seguito il valore risale ancora ed arriva 23% per la fascia d’età tra i 50 ed i 64 anni ed infine si mantiene pressoché stabile raggiungendo il 25% per il pubblico sopra i 65 anni.
Per ciò che concerne la fiducia nell’informazione veicolata attraverso la carta stampata i quotidiani sono ritenuti affidabili dal 25% del campione complessivo.
Tale valore aumenta in modo consistente per la fascia d’età tra i 18 ed i 29 anni, tanto da raggiungere quasi il doppio del dato registrato per l’intero campione, toccando ben il 49%.
La percentuale scema bruscamente per le persone tra i 30 ed i 49 anni, attestandosi appena al 16%, per poi risalire al 22% per i lettori tra i 50 ed i 64 anni.
Il dato infine rimane stabile, incrementando di appena due punti percentuali, ed arriva al 24% per i lettori che hanno superato i 65 anni.

Le percentuali inerenti alla televisione ed alla carta stampata in relazione all’età del pubblico hanno evidenziato delle sensibili differenze nella fiducia dei due media.
I dati in merito al campione complessivo indicano che il mezzo di informazione per cui il pubblico nutre maggiore fiducia sono i giornali; che raggiungono una percentuale del 25%, contro il 22% dei programmi televisivi.
Sulle percentuali del campione complessivo influisce però pesantemente il picco che è stato registrato per il pubblico tra i 18 ed i 29 anni e nello specifico quello inerente alla fiducia nei quotidiani.
La percentuale rilevata per i lettori più giovani costituisce infatti non solo la percentuale più alta per questa fascia d’età, l’informazione televisiva rimane infatti in linea con il dato del campione complessivo e si attesta al 24%, ma anche la percentuale più alta in assoluto, tanto da riuscire a superare il doppio del valore riscontrato per la fiducia nelle notizie veicolate attraverso la televisione, toccando addirittura il 49%.
Il dato inerente alla fiducia dei giovani lettori nei quotidiani incide in modo determinante sulla percentuale complessiva; nel caso infatti in cui la fascia di persone tra i 18 ed i 29 anni venisse esclusa dal campione complessivo la percentuale passerebbe dal 25% ad un più modesto 20%.
Inoltre se, analogamente, si escludesse il pubblico più giovane dal campione complessivo la televisione supererebbe di poco la carta stampata arrivando al 21%.
I dati in merito al pubblico più maturo indicano una sostanziale parità nella fiducia dell’informazione veicolata attraverso i due media.
Si registra inoltre una flessione per il pubblico tra i 30 ed i 49 anni con un valore che scende al 16% sia per la televisione che per la stampa.
La percentuale sale poi nuovamente per entrambi i mezzi di comunicazione riavvicinandosi alle percentuali del campione complessivo sia per le persone tra i 50 ed i 64 anni che per i soggetti oltre i 65 anni.

Il forte declino della fiducia nelle notizie televisive ed in quelle pubblicate sulla carta stampata potrebbe essere, più in generale, indice di un calo della fiducia nei mass media.
Indipendentemente dalle cause che hanno concorso a determinare una flessione della fiducia nell’informazione veicolata attraverso stampa e televisione è evidente che ciò contribuisce a rendere questi due media tradizionali meno competitivi rispetto ai nuovi media.
Questa costituisce senza dubbio un’ottima occasione per i nuovi media per accelerare la rincorsa ed accorciare le distanze con i media tradizionali.
Nuovi media che, grazie a risorse quali i siti di informazione, gli aggregatori di notizie ed i social media ed al crescente sviluppo ed utilizzo di dispositivi palmari, stanno guadagnando terreno nei confronti dei media tradizionali e stanno conquistando un ruolo sempre più importante come mezzo di informazione.


Si ringrazia la Gallup Organization per aver concesso l'autorizzazione all'utilizzo del grafico inerente alla fiducia nei quotidiani e nelle notizie veicolate attraverso la televisione ed ai dati in merito alla fiducia nei programmi televisivi di informazione e nei giornali in relazione all'età.


Fonte:
In U.S., Confidence in Newspapers, TV News Remains a Rarity.

Per la foto si ringrazia:
House Of Sims.

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2 commenti:

  • psicoterapeuti

    Di certo negli ultimi anni c'è stato un calo sensibile della fiducia nei mass media, il cui ruolo di imparzialità e stato messo in discussione da un'opinione pubblica sempre più consapevole dello schermo e del filtraggio dell'informazione

  • Psicologica-Mente

    Buongiorno,
    i sondaggi condotti dalla Gallup analizzano prettamente il contesto americano ma la flessione della fiducia nei mezzi di informazione si è verificata, in modo più o meno accentuato, in numerosi altri contesti.
    La coscientizzazione del pubblico è dovuta a diversi fattori tra cui, non da ultimo, l’avvento dei nuovi media.
    L’incremento esponenziale delle fonti di informazione e la possibilità di essere al contempo fruitori e produttori di notizie, ovvero prosumers, hanno consentito ad un numero sempre più elevato di persone di veicolare notizie ed informazioni ad un pubblico potenzialmente molto vasto con facilità e celerità.
    Ciò ha determinato conseguentemente delle ripercussioni anche sulla percezione della fiducia nell’informazione veicolata attraverso i media tradizionali.

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