Psicologia del marketing: La definizione di viral marketing

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Il viral marketing è una tecnica di marketing utilizzata in modo particolare nell’ambito dei nuovi media e consiste nella diffusione di un messaggio pubblicitario attraverso il passaparola, che prende il nome di “buzz”.
Il termine “viral marketing” è stato coniato da Rayport nel 1996 ed è stato scelto in quanto evidenzia l’analogia presente tra la modalità di diffusione del messaggio pubblicitario e quella dei virus; entrambi infatti utilizzano un soggetto ospite come agente per veicolare il loro contenuto e raggiungere ed “infettare” altri soggetti in modo estremamente rapido ed efficace.

La velocità e l’efficacia di diffusione rappresentano due aspetti fondamentali del viral marketing ma non costituiscono sue le uniche peculiarità.
Il viral marketing è infatti una tecnica estremamente sofisticata ed innovativa caratterizzata da una rosa di prerogative che la rendono una delle strategie di marketing più efficaci ed attualmente più utilizzate, soprattutto nell’ambito dei nuovi media.
Come accennato, l’aspetto peculiare del marketing virale è la sua modalità di diffusione che si basa sul passaparola o buzz, termine inglese che significa brusio.
Elemento nodale che permette di veicolare il messaggio virale sono i social network o reti sociali.
I social network e la complessa rete dei rapporti interpersonali giocano infatti un ruolo chiave nell’ambito del viral marketing in quanto favoriscono ed incrementano il passaparola.
A riprova della loro importanza è stato osservato che nel caso in cui un determinato bene o servizio venga presentato o descritto da un amico o da un conoscente questo contribuisce ad accrescere l’interesse nei suoi riguardi e conseguentemente le possibilità di utilizzo o, a seconda dei casi, di vendita.

Viral marketing, CloverfieldLa propagazione attraverso i social network influisce inoltre su altri aspetti come la facilità nel reperire gli agenti che veicolino il messaggio virale e di conseguenza sull’ampiezza di diffusione e sull’efficacia.
Questo si rivela particolarmente interessante in quanto rende ognuno di noi, in modo più o meno consapevole, un potenziale agente in grado di promuovere un servizio o prodotto.
In tale modo è possibile trasmettere un determinato messaggio pubblicitario ad numero elevato di persone e con maggiore celerità rispetto alle campagne pubblicitarie tradizionali.
Questo ci permette di ricollegarci ad un altro aspetto: i media di diffusione.

Il viral marketing è una tecnica contraddistinta anche dalla scelta dei mezzi di comunicazione di massa; in genere viene infatti privilegiata la diffusione attraverso i nuovi media piuttosto che tramite i media tradizionali.
Questo è dato, oltre che dai fattori precedentemente descritti, anche dalle maggiori possibilità offerte dai nuovi media a livello creativo.
Il medium è fondamentale in quanto influenza molteplici aspetti di una campagna di marketing; in primis il supporto utilizzato, ad esempio cartaceo piuttosto che elettronico, le modalità ed i tempi di diffusione, sicuramente più celeri per media come la televisione o Internet, il livello di interattività con l’utenza, immediata nel caso di Internet e più lenta e limitata per quanto concerne la televisione o la carta stampata, eccetera.

Altro vantaggio che presenta il viral marketing è dato dai costi contenuti.
I costi di una campagna pubblicitaria condotta attraverso il viral marketing sono infatti in genere estremamente ridotti, soprattutto se confrontati con quelli delle campagne condotte attraverso i media tradizionali.
Questo permette quindi di minimizzare i costi di realizzazione e consente anche a coloro che si occupano dello sviluppo di progetti che dispongono di un budget ridotto di corredarvi una propria campagna di marketing.

La campagna di viral marketing più conosciuta e che esemplifica al meglio le prerogative di questa tecnica di marketing è rappresentata indubbiamente da quella attuata per il servizio di posta elettronica Hotmail.com.
Le prerogative che hanno decretato il successo della campagna di marketing sono state la facilità di diffusione e di fruizione del servizio; infatti ogni e-mail inviata era corredata nella parte inferiore da un link che permetteva di accadere al sito erogante e di creare un account.
In questo modo ogni utente che fruiva di questa applicazione diventava in modo implicito un agente della campagna virale in quanto pubblicizzava, semplicemente con l’invio di una web mail, il servizio di posta elettronica utilizzato.
A loro volta coloro che ricevevano l’e-mail ricevevano anche la pubblicità ed avevano la possibilità, con un semplice click, di accedere al sito di Hotmail, registrarsi ed inviare dal nuovo account e-mail a colleghi ed amici e diffondere messaggi pubblicitari sul servizio; tutto ciò con il minimo sforzo da parte della compagnia fornitrice.
La diffusione è stata estremamente rapida in quanto si è riusciti a coniugare un’azione abituale, come l’invio di un’e-mail, alla promozione di un servizio.

viral marketing, Cloverfield, SlushoAltro esempio più recente è costituito dalla campagna di marketing attuata per il film Cloverfield.
La promozione della pellicola è partita con dei teaser trailer che avevano la particolarità di mostrare solo un misterioso quanto inspiegabile attacco da parte di una creatura mostruosa sulla città di New York e la data di uscita del film nelle sale omettendone il titolo.
I teaser trailer hanno costituito la fase iniziale di un’imponente campagna di marketing attuata in modo particolare sui nuovi media e svolta attraverso numerose iniziative, tra cui la creazione del sito ufficiale del film e di siti legati alla trama ed ai personaggi.
Il sito ufficiale ha contribuito a mantenere inalterato il clima di mistero inserendo informazioni ed immagini inerenti al plot man mano che ci si avvicinava all’uscita del film.
Oltre al sito ufficiale sono stati creati dei siti web realizzati ad hoc inerenti a fantomatiche quanto sconosciute compagnie correlate alla trama del film, come la Tagruato e la Slusho, e pagine personali dei personaggi del film su MySpace che indicavano come ultimo giorno di accesso al profilo proprio il 18 gennaio 2008, data presente nei trailer e giorno di uscita di Cloverfield.
La campagna di marketing è così riuscita ad accrescere la curiosità sulla trama ed a coinvolgere un numero elevato di persone nella raccolta di informazioni tanto da scatenare il buzz sul film.

Il viral marketing costituisce indubbiamente una tecnica di marketing vantaggiosa sotto numerosi aspetti ma a seconda della modalità con cui viene strutturato può diventare oggetto di critica.
Il marketing virale è infatti sotto accusa da parte dei garanti della privacy, degli esperti di marketing e dei consumatori per via dell’invio di e-mail non richieste.
L’interesse per questo aspetto è basilare nella conduzione di una campagna attraverso il viral marketing in quanto ne influenza in modo incisivo la riuscita.
Ciò infatti, oltre ad evitare di incorrere in sanzioni, ha il fine di:
evitare di scatenare reazioni negative;
• garantire un alto tasso di diffusione del messaggio pubblicitario, indice dato dal numero di riceventi che veicoleranno il messaggio all’interno dei loro social network.

Cosa pensate del viral marketing?
Ritenete che sia una tecnica interessante e rispettosa della privacy degli utenti o al contrario lesiva ed inopportuna?


Fonte: What is Viral Marketing?

Per le immagini si ringraziano nell'ordine: Design Blog Sociale e Wolf Gang.

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Psicologia dei media: Il ruolo dei media sul voto americano e sull’elezione di Obama

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Il ruolo dei nuovi media e dei media tradizionali sul voto americano e sull’elezione di Barack Obama



4 novembre 2008: l’America ha parlato e l’ha fatto attraverso i media e stavolta, in modo decisivo, anche attraverso i nuovi media.
La campagna elettorale infatti si è svolta per la prima volta nella storia in modo significativo non solo sui media tradizionali ma in modo estremamente articolato anche attraverso i nuovi media.
In modo particolare la campagna di Barack Obama ha attribuito grande importanza a questo aspetto ed è stata condotta sia attraverso i media tradizionali che avvalendosi di Internet e del mobile marketing.
Questo è stato uno degli aspetti nodali della campagna elettorale del candidato democratico che non solo lo ha favorito rispetto ai suoi avversari, prima Hillary Clinton alle primarie ed in seguito John McCain alle presidenziali, ma che lo ha anche differenziato e caratterizzato contribuendo a conferirgli un’immagine strettamente correlata ad innovazione e progresso, prerogative in linea con il suo programma politico.

Sia McCain che Obama hanno investito ingenti risorse nella conduzione della campagna elettorale ma tra le due campagne vi sono evidenti differenze.
Tali differenze si sono manifestate sin dalle sue prime fasi; infatti mentre il candidato del partito democratico ha utilizzato Internet ed il mobile marketing dall’inizio veicolando un messaggio forte e deciso, finalizzato a favorire ed incrementare la partecipazione dei supporters e dell’elettorato, quello del partito repubblicano si è invece avvalso dei nuovi media solo in un secondo momento, risultando quindi indietro sul piano tecnologico e comunicativo.
Questo, sommato alla mancanza di un messaggio che coinvolgesse e creasse un legame forte con gli elettori, ha reso meno efficace ed incisiva la campagna elettorale di McCain.

Secondo Fetherstonhaugh i punti chiave della campagna di Obama, che lo hanno distinto da McCain e ne hanno decretato il successo, sono riassumibili ne:
• la creazione di un messaggio energico e d’impatto;
• l’utilizzo di Internet per coinvolgere supporters e donatori;
• l’uso in modo innovativo dei media tradizionali, in primis la televisione.

Progress - Barack Obama L’aspetto principale che ha contribuito a rendere efficace il messaggio proposto da Obama è stato indubbiamente la capacità di coinvolgere i cittadini nella campagna politica.
Messaggi come: “Yes, we can” (Si, noi possiamo) o “You can make the difference” (Tu puoi fare la differenza) sono riusciti a toccare e far leva sulla componente emotiva ed hanno evidenziato l’importanza dell’intervento di ogni persona nel futuro del paese, indipendentemente dalla condizione sociale, dal ceto o dalle possibilità economiche.
Il candidato del partito democratico è riuscito così nel difficile compito di sensibilizzare l’elettorato e di coinvolgerlo in prima persona nella vita politica della nazione riscoprendo ed evidenziando il ruolo e l’importanza del potere del singolo.
Il sentimento di appartenenza e la percezione di partecipare alla costruzione di un progetto comune sono stati fondamentali nella campagna elettorale di Obama; questo infatti ha permesso che le persone sviluppassero la consapevolezza di essere fautrici in prima persona del cambiamento e che ciò le motivasse a partecipare attivamente alla sua realizzazione.

Il sentimento di appartenenza e la costruzione di un progetto comune sono stati determinanti in quanto hanno favorito la mobilitazione e la partecipazione dei volontari.
I volontari hanno collaborato attraverso diverse forme che hanno spaziato dalle donazioni alla creazione di contributi come video ed articoli.
I supporter hanno infatti preso parte alla campagna elettorale con la donazione di somme di denaro; il dato che colpisce maggiormente è che a partecipare non sono state solo le fasce della popolazione con il reddito più elevato o i partner che partecipano abitualmente alle campagne politiche ma a fare la differenza sono state le donazioni fatte dalle fasce meno abbienti.
Nella raccolta fondi è stato coinvolto un numero impressionante di persone, circa tre milioni, e ciò ha permesso di raccogliere una somma di denaro record che ha consentito ad Obama di acquistare numerosi spazi pubblicitari sui media tradizionali, in primis la televisione, medium che continua ad essere determinante nelle campagne presidenziali.
Ciò ha determinato un ulteriore svantaggio per McCain che avendo raccolto una somma di denaro inferiore e non godendo delle stesse risorse economiche ha potuto avvalersi della pubblicità televisiva in misura minore rispetto al suo avversario.

La capacità di coinvolgere volontari che partecipassero attivamente alla campagna elettorale è stata fondamentale per il candidato democratico.
Ben 1 milione di volontari hanno contribuito alla sua realizzazione con la creazione blog, video, contenuti ed iniziative, garantendo così un apporto costante di contributi aggiornati senza alcun costo per il team del candidato democratico. Nuovi media - We are the people we’ve been waiting for
La campagna su Internet è stata così estremamente curata ed articolata e cosa più sorprendente è stata condotta in gran parte dai volontari; primo tra tutti da Chris Hughes.
Chris Hughes, cofondatore di Facebook, ha offerto il contributo più efficace; a lui infatti si deve la creazione del social network di Barack Obama: MyBarackObama.com.
Il social network si è dimostrato essere una risorsa fondamentale della campagna del candidato democratico in quanto è riuscito brillantemente a creare un coinvolgimento nell’elettorato ed a veicolare in modo virale il messaggio della campagna elettorale. Questo è stato sicuramente un risultato straordinario, soprattutto se si considera che si è verificato per una campagna politica.

Il social network realizzato da Hughes è riuscito a:
1) creare e mantenere il coinvolgimento dei supporters;
2) garantire la realizzazione di contenuti aggiornati che contribuiscono non solo ad informare ma anche a mantenere la discussione centrata sulla campagna di Obama;
3) creare un feedback continuo con l’elettorato che ha così l’occasione di esprimere la propria opinione riguardo ai diversi temi del programma politico.
In questo modo supporters e volontari sono riusciti ad influenzare e modificare l’agenda comunicativa ed informativa contribuendo ad mutare gli equilibri tra i media e la loro influenza sull’elettorato.

Ciò che è emerso chiaramente da questa tornata elettorale è che i media tradizionali continuano ad avere un ruolo di primaria importanza e ad influire pesantemente sulle scelte dell’elettorato, quello che in questo caso ha fatto la differenza è stato il loro uso innovativo da parte del candidato del partito democratico.
Altro aspetto interessante che si è registrato è stato un imponente incremento nell’influenza e nell’utilizzo dei nuovi media.
Il successo della campagna elettorale di Obama è stato quindi determinato non solo dall’uso dei media tradizionali o dei nuovi media quanto piuttosto dal loro uso combinato e soprattutto dal messaggio alla base che è riuscito ad coinvolgere e mobilitare l’elettorato.

Siete d’accordo con questa analisi della campagna elettorale per le presidenziali americane e sul ruolo che hanno giocato i nuovi media ed i media tradizionali?
Sarebbe applicabile una strategia analoga in ambito politico in Italia?


Fonte:
Interview: New media key to Obama campaign.

Per le immagini si ringraziano nell'ordine:
Napalm filled tires, *the get up kid* e springhill2008.

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