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Le pubblicità più utili veicolate attraverso i mass media

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La pubblicità costituisce una particolare forma di comunicazione che ha lo scopo primario di influenzare i comportamenti e le scelte riguardo al consumo di beni e servizi.
Gli obiettivi della pubblicità sono diversi, tra i principali vi sono: presentare e far acquisire notorietà ad un bene o servizio, far familiarizzare i consumatori con il prodotto e spiegarne il funzionamento ed i diversi usi, far nascere ed incrementare la motivazione all’acquisto e generare un atteggiamento favorevole verso il prodotto ed il brand pubblicizzato.
I messaggi pubblicitari vengono veicolati attraverso differenti tipi di pubblicità che variano sulla base del mezzo o mass media con cui vengono diffusi.
Vi sono diverse tipologie di pubblicità ma quali sono quelle che i consumatori ritengono siano più utili nell’orientare le scelte d’acquisto?

Uno studio condotto da Harris Interactive e AdweekMedia ha analizzato la fruizione della pubblicità al fine di evidenziare quali tipologie di pubblicità sono considerate più utili e quali invece vengono ignorate, focalizzando l’attenzione sui mass media attraverso cui vengono veicolate e sull’età dei consumatori.
La ricerca è stata condotta attraverso il sondaggio d’opinione ed ai soggetti coinvolti è stato chiesto di indicare quali pubblicità, tra 5 differenti tipi, ritengono siano utili e quali tendono ad ignorare.
Le pubblicità incluse nella ricerca sono:
• le pubblicità televisive;
• le pubblicità pubblicate sui giornali;
• le pubblicità radiofoniche;
• le pubblicità presenti sui motori di ricerca;
• i banner sui siti.
Il sondaggio è stato effettuato online tra il 4 e l’8 giugno 2009 ed ha coinvolto ben 2521 soggetti di età superiore ai 18 anni residenti negli Stati Uniti.
Il campione è stato stratificato per età, genere, livello di istruzione, luogo di residenza, reddito familiare ed etnia ed è stato, ove si è reso necessario, uniformato alla composizione della popolazione.
Il campione è inoltre stato suddiviso in 4 sottogruppi in base all’età al fine di analizzare la fruizione e l’influenza delle pubblicità nelle diverse fasce d’età.
I sottogruppi erano composti da soggetti dai 18 ai 34 anni, dai 35 ai 44 anni, dai 45 ai 54 anni ed oltre i 55 anni.
Lo studio ha permesso di evidenziare dei risultati particolarmente interessanti in quanto ha indicato quali sono le tipologie di pubblicità più utili e quali vengono ignorate, quali sono i mass media più efficaci in ambito pubblicitario ed ha inoltre mostrato quali tipi di pubblicità sono più indicati per le diverse fasce d’età.

I risultati della ricerca indicano che le pubblicità più utili sono quelle televisive; ben oltre un terzo dei telespettatori, il 37%, ritiene che gli spot televisivi siano utili nell’orientare le decisioni d’acquisto.
Il dato cala al 23% per i soggetti sopra i 55 anni ma si registra un forte incremento nella fruizione della pubblicità televisiva man mano che si scende con l’età degli spettatori; infatti la percentuale aumenta progressivamente salendo al 35% per quanto concerne le persone tra i 45 ed i 54 anni, raggiunge il 38% per la fascia d’età tra i 35 ai 44 anni ed arriva addirittura a toccare il 50% per i soggetti più giovani tra i 18 ed i 34 anni.
La seconda tipologia di pubblicità ritenuta più utile è quella presente sulla carta stampata che viene consultata dal 17% dei lettori.
La pubblicità sui quotidiani, a differenza di quanto accade per i messaggi pubblicitari televisivi, è più efficace per i lettori più maturi; difatti solo il 6% dei consumatori tra i 18 ed i 34 anni fruisce della pubblicità sui giornali, la percentuale raddoppia nella fascia d’età tra i 35 ed i 44 anni ed arriva al 13% e sale di poco per le persone tra i 45 ed i 54 anni raggiungendo il 14%.
La percentuale aumenta sensibilmente per i lettori sopra i 55 anni toccando il 31% ed attestandosi come la tipologia di pubblicità più utile per questa fascia d’età.
Al terzo posto troviamo la pubblicità presente sui motori di ricerca, che influisce sui comportamenti d’acquisto per il 14% dei consumatori.
Questo dato si rivela sorprendentemente più basso per gli utenti più giovani, registrando appena il 10%, e collocandosi tra il 15% ed il 16% per quelli più maturi.
Al quarto posto vi sono le pubblicità radiofoniche che sono ritenute utili dal 3% degli intervistati, con una percentuale che oscilla tra il 2% ed il 4% tra le diverse fasce d’età.
La tipologia di pubblicità che viene ritenuta meno utile ed influente è quella dei banners su internet.
I banners sono utili per l’1% dei navigatori, la percentuale aumenta al 4% per i più giovani, ma tale valore subisce una diminuzione per le fasce d’età tra i 35 ed i 44 anni ed i 45 ed i 54 anni, fermandosi all’1%, e non raggiungendo nemmeno l’1% per quanto concerne i soggetti sopra i 55 anni.
Infine il 28% dei soggetti coinvolti nel sondaggio non ritiene utile nessuna delle tipologie di pubblicità menzionate.
Tale dato rimane sostanzialmente stabile per quanto concerne le diverse fasce d’età con un picco del 31% per le persone tra i 45 ed i 54 anni.


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Per quanto riguarda le tipologie di pubblicità che vengono maggiormente ignorate al primo posto vi sono i banners presenti sui siti e sulle pagine web.
I banners non influiscono sulle scelte d’acquisto per il 46% dei consumatori e questo dato arriva addirittura al 50% per quanto riguarda gli utenti tra i 35 ed i 44 anni.
Al secondo posto vi è ancora una tipologia di pubblicità veicolata attraverso internet; le pubblicità presenti sui motori di ricerca vengono ignorate dal 17% degli intervistati.
Il valore più basso è registrato per le persone tra i 35 ed i 44 anni, che scende al 14%, mentre la percentuale sale tra i giovani, toccando il 20%.
In seguito vi sono le pubblicità televisive che non vengono consultate dal 13% dei telespettatori, il dato cala al 7% per i giovani spettatori ed aumenta al 10% per il pubblico tra i 35 ed i 44 anni.
La percentuale supera invece il dato complessivo per i consumatori tra i 45 ed i 54 anni salendo al 15% e cresce ancora per le persone sopra i 55 anni raggiungendo il 20%.
La quarta tipologia di pubblicità ignorata è costituita dalle pubblicità radiofoniche che non vengono consultate dal 9% degli ascoltatori.
I dati subiscono anche in questo caso delle sensibili variazioni in relazione all’età del pubblico e le percentuali decrescono con l’aumentare dell’età; l’11% degli ascoltatori più giovani, tra i 18 ed i 34 anni, ignora i messaggi pubblicitari trasmessi attraverso la radio, tale valore scende al 10% per il pubblico tra i 35 ed i 44 anni, diminuisce ancora al 9% per i consumatori tra i 45 ed i 54 anni ed infine arriva al 7% per le persone oltre i 55 anni.
La tipologia di pubblicità che viene ignorata in misura inferiore è quella presente sui giornali; la ricerca ha evidenziato che solo il 6% delle pubblicità non vengono consultate.
Tale valore rimane pressoché invariato nelle diverse fasce d’età ed oscilla tra il 5% ed il 7%, aumentando leggermente per i lettori più maturi.
Infine il 9% dei consumatori afferma di non ignorare nessuna delle tipologie di pubblicità indicate; la percentuale aumenta per il pubblico più giovane ed arriva al 13% e decresce invece per le fasce d’età più mature registrando il valore più basso per gli intervistati tra i 45 ed i 54 anni, che raggiunge appena il 6%.


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I risultati emersi grazie a questa ricerca indicano che il medium più influente nell’orientare le scelte d’acquisto è la televisione; infatti non solo le pubblicità veicolate attraverso il medium televisivo vengono ritenute le più utili ma sono anche ignorate in misura ridotta.
Questo dato si accentua per quanto riguarda i telespettatori più giovani; il 50% infatti afferma di ritenere utili gli spot televisivi e solo il 7% ha indicato di non consultarli.
Anche le pubblicità presenti sulla carta stampata sono particolarmente utili nell’orientare le scelte d’acquisto; la stampa costituisce infatti il secondo medium più efficace in ambito pubblicitario ed è al contempo quello meno ignorato.
Tale tendenza si evidenzia soprattutto per quanto concerne i lettori più maturi; infatti ben il 31% delle persone sopra i 55 anni consulta le pubblicità presenti sui giornali, superando addirittura la televisione.
Le pubblicità radiofoniche influiscono in modo limitato sulle scelte d’acquisto e presentano delle percentuali ridotte riguardo alla loro utilità ed al contrario molto più elevate in merito agli ascoltatori che le ignorano.
Le pubblicità sui motori di ricerca ed i banners costituiscono le due pubblicità meno consultate; in modo particolare i banner presenti sui siti, che vengono ignorati dal 46% degli utenti e sono ritenuti utili solo dall’1% degli intervistati.
Dati analoghi, ma con una forbice inferiore, sono emersi in merito alla pubblicità presente sui motori di ricerca, che influisce sulle scelte d’acquisto per il 14% dei consumatori e viene ignorata dal 17%.
Tali risultati indicano quindi che internet è allo stato attuale il medium meno influente in ambito pubblicitario sia per le fasce d’età più mature che, inaspettatamente, per quelle più giovani.


Fonte:
TV Ads Most Helpful; Web Banners Most Ignored .

Per la foto si ringrazia: hans s.

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Il ruolo e l'influenza dei mass media nell'informazione politica

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mass media politica informazione



La relazione tra mass media e politica è particolarmente articolata, eterogenea e sfaccettata.
Ciò è dipeso in gran parte dal fatto che i mass media costituiscono la maggior fonte di informazione e questo si ripercuote in modo più o meno evidente sui processi decisionali in ambito politico, economico e sociale e sulla formazione dell’opinione pubblica.
I mass media ricoprono quindi un ruolo fondamentale nella diffusione delle informazioni in quanto non solo selezionano e riportano le notizie ma forniscono un’interpretazione degli avvenimenti politici e, aspetto più importante, contribuiscono a far familiarizzare i cittadini con la politica e ad informarli sull’offerta elettorale.
Ma come si informano gli italiani sull’offerta politica?
Quali sono i mass media che influiscono maggiormente sulle scelte di voto dell’elettorato?

Il ruolo svolto dai mass media e la loro fruizione nell’informazione politica sono stati oggetto di uno studio realizzato dal Censis.
La ricerca è stata condotta durante la campagna elettorale che ha preceduto le elezioni europee del giugno 2009 e la rilevazione dei dati è stata effettuata attraverso il sondaggio di opinione.
Allo studio hanno partecipato 1144 soggetti tra i 18 e gli 80 anni residenti in Italia ed il campione è stato stratificato per genere, età, ripartizione geografica e classe di ampiezza del comune di residenza.
L’indagine ha evidenziato la presenza di significative differenze nell’utilizzo dei mass media.
La fruizione dei media infatti subisce delle variazioni che sono correlate all’età degli elettori, al livello di istruzione e persino al genere ed all’area geografica in cui risiedono.
Dalla ricerca è emerso che il medium più influente e di cui i cittadini fruiscono maggiormente per informarsi riguardo all’offerta elettorale ed agli avvenimenti politici è la televisione, seguito dalla stampa, dai rapporti non mediati, dalla radio ed infine da internet.

Come anticipato la televisione costituisce il mezzo di comunicazione di massa più autorevole ed in grado di influire in modo più incisivo sulle scelte di voto dell’elettorato.
La preminenza della televisione rispetto agli altri media in quest’ambito è sottolineata dal fatto che le due fonti di informazione politica più consultate sono due format televisivi: i telegiornali ed i programmi giornalistici di approfondimento.

Il format televisivo che viene consultato con maggiore frequenza per informarsi sull’offerta politica è il telegiornale.
I notiziari televisivi sono seguiti infatti da ben il 69,3% degli elettori; una cifra davvero impressionante in quanto costituiscono il principale mezzo di informazione in ambito politico per oltre due italiani su tre.
Il dato aumenta ancora arrivando al 76% per quanto riguarda i soggetti che hanno un livello di istruzione più basso e sale addirittura al 78,7% per i pensionati.
La seconda fonte di informazione di cui si avvalgono gli italiani per formarsi un’opinione sull’offerta politica sono i programmi giornalistici di informazione, quali ad esempio Ballarò e Matrix.
I programmi giornalistici di informazione ed approfondimento sono consultati in misura nettamente inferiore rispetto ai notiziari televisivi ma raggiungono comunque una percentuale elevata che arriva al 30,6%.
Altro dato interessante è che il pubblico che fruisce di questo format televisivo ha una composizione molto differente rispetto a quella dei telegiornali; è costituito infatti in gran parte da persone che hanno un livello di istruzione elevato, la percentuale sale al 37%, e che vivono in città che sono abitate da più di 100.000 abitanti, in questo caso il dato oscilla addirittura tra il 36% ed il 40%.
Ulteriore prerogativa che caratterizza il pubblico che consulta i programmi giornalistici di informazione in ambito politico è inerente all’età degli spettatori; si registra una forte flessione tra i giovani elettori, nella fascia d’età tra i 18 e i 29 anni, con una percentuale che scende al 22,3%.

Il mass medium di cui gli italiani fruiscono maggiormente dopo la televisione per crearsi un’opinione politica è la carta stampata.
I giornali hanno avuto un ruolo determinante nell’informazione sull’offerta elettorale per il 25,4% degli aventi diritto al voto.
Questo dato, analogamente a quanto registrato per i programmi giornalistici di approfondimento, subisce un sensibile incremento tra gli elettori che hanno un livello di istruzione più alto ed arriva al 34%.
Tale tendenza aumenta ancora se si focalizza l’attenzione sugli elettori che risiedono al Nordest e nei centri più grandi e tocca il 35% per quanto concerne i liberi professionisti ed i lavoratori autonomi.

In seguito alla carta stampata vi sono i rapporti non mediati che consistono nei rapporti interpersonali; quali ad esempio il confronto con familiari ed amici.
I rapporti non mediati costituiscono un mezzo di informazione fondamentale in ambito politico per il 19% degli aventi diritto al voto.
La percentuale di elettori che si informano sull’offerta politica attraverso le relazioni sociali sale al 22,2% per le persone che vivono al Mezzogiorno e raggiunge il 22,5% per coloro che abitano nei centri urbani minori, tale dato cresce ancora per quanto riguarda gli elettori più giovani, tra i 18 e i 29 anni, ed arriva al 26%.
Un altro strumento di informazione politica è il materiale di propaganda dei partiti, come volantini e manifesti, che è stato utilizzato dal 10,9% degli elettori, con un picco di interesse al Nordest in cui la percentuale di cittadini che consultano il materiale di propaganda sale al 17,4%.
La partecipazione diretta alle manifestazioni pubbliche organizzate dai partiti influisce in modo limitato sulla formazione di un’opinione sull’offerta politica coinvolgendo solo il 2,2% degli elettori, percentuale che scende ancora per quanto riguarda gli elettori più giovani fermandosi allo 0,7%.

La radio, a differenza della televisione e della stampa, ha un ruolo marginale nell’informazione politica; infatti solo il 5,5% degli elettori fruisce dei programmi radiofonici per formarsi un’opinione in merito all’offerta elettorale.
Tale dato subisce un forte incremento per quanto concerne liberi professionisti, lavoratori autonomi, commercianti ed artigiani e raggiunge il 12,1%.

Infine il medium di cui gli elettori si avvalgono in misura inferiore nel periodo preelettorale è internet che rappresenta il fanalino di coda nell’informazione politica.
La consultazione dei siti web dei partiti si ferma al 2,3% ed il dato scende al 2,1% se si analizza la fruizione dei social networks, quali Facebook, e dei blogs e dei forum di discussione.
Si registra invece un’inversione di tendenza per quanto concerne la fruizione di articoli e contenuti online da parte dei giovani elettori; tra gli studenti infatti la consultazione dei siti internet dei partiti aumenta fino al 7,5% ed il 5,9% ha navigato su siti di informazione e che affrontano tematiche inerenti all’ambito politico per reperire informazioni in merito all’offerta elettorale.

I risultati di questa ricerca evidenziano l’egemonia della televisione nel campo dell’informazione, soprattutto in ambito politico, e sottolineano inoltre l’influenza di questo medium sull’opinione pubblica e la sua efficacia nell’orientare le scelte dell’elettorato.
La televisione si rivela particolarmente influente in quanto riesce a raggiungere un pubblico non solo molto vasto ma anche eterogeneo.
Ciò è indicato dai dati emersi in merito alla composizione del pubblico che fruisce dei format televisivi più consultati.
Il divario più netto è relativo al livello di istruzione degli spettatori; infatti mentre i programmi giornalistici di informazione e approfondimento sono consultati in misura maggiore da persone con un livello di istruzione elevato i telegiornali sono seguiti soprattutto da persone con un livello di istruzione più basso.
Anche la stampa ha un ruolo rilevante nell’informazione politica, in particolare per gli elettori che risiedono al Nordest e nelle grandi città e con un alto livello di istruzione, ma non riesce ad eguagliare l’influenza del medium televisivo.
I media tradizionali sono quindi decisivi nella formazione di un’opinione in ambito politico per la maggior parte degli elettori, a differenza dei nuovi media che sono consultati da un’utenza estremamente ridotta.
Ciò indica che, diversamente da quanto è avvenuto per le ultime elezioni presidenziali americane, i nuovi media ed i social media hanno allo stato attuale ancora un ruolo marginale nell’orientare le scelte di voto dell’elettorato italiano.


Fonte:
Censis, Elezioni 2009. Come si sono informati gli italiani.

Per la foto si ringrazia: Ginnerobot

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Psicologia dei media: Il ruolo dei media sul voto americano e sull’elezione di Obama

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Il ruolo dei nuovi media e dei media tradizionali sul voto americano e sull’elezione di Barack Obama



4 novembre 2008: l’America ha parlato e l’ha fatto attraverso i media e stavolta, in modo decisivo, anche attraverso i nuovi media.
La campagna elettorale infatti si è svolta per la prima volta nella storia in modo significativo non solo sui media tradizionali ma in modo estremamente articolato anche attraverso i nuovi media.
In modo particolare la campagna di Barack Obama ha attribuito grande importanza a questo aspetto ed è stata condotta sia attraverso i media tradizionali che avvalendosi di Internet e del mobile marketing.
Questo è stato uno degli aspetti nodali della campagna elettorale del candidato democratico che non solo lo ha favorito rispetto ai suoi avversari, prima Hillary Clinton alle primarie ed in seguito John McCain alle presidenziali, ma che lo ha anche differenziato e caratterizzato contribuendo a conferirgli un’immagine strettamente correlata ad innovazione e progresso, prerogative in linea con il suo programma politico.

Sia McCain che Obama hanno investito ingenti risorse nella conduzione della campagna elettorale ma tra le due campagne vi sono evidenti differenze.
Tali differenze si sono manifestate sin dalle sue prime fasi; infatti mentre il candidato del partito democratico ha utilizzato Internet ed il mobile marketing dall’inizio veicolando un messaggio forte e deciso, finalizzato a favorire ed incrementare la partecipazione dei supporters e dell’elettorato, quello del partito repubblicano si è invece avvalso dei nuovi media solo in un secondo momento, risultando quindi indietro sul piano tecnologico e comunicativo.
Questo, sommato alla mancanza di un messaggio che coinvolgesse e creasse un legame forte con gli elettori, ha reso meno efficace ed incisiva la campagna elettorale di McCain.

Secondo Fetherstonhaugh i punti chiave della campagna di Obama, che lo hanno distinto da McCain e ne hanno decretato il successo, sono riassumibili ne:
• la creazione di un messaggio energico e d’impatto;
• l’utilizzo di Internet per coinvolgere supporters e donatori;
• l’uso in modo innovativo dei media tradizionali, in primis la televisione.

Progress - Barack Obama L’aspetto principale che ha contribuito a rendere efficace il messaggio proposto da Obama è stato indubbiamente la capacità di coinvolgere i cittadini nella campagna politica.
Messaggi come: “Yes, we can” (Si, noi possiamo) o “You can make the difference” (Tu puoi fare la differenza) sono riusciti a toccare e far leva sulla componente emotiva ed hanno evidenziato l’importanza dell’intervento di ogni persona nel futuro del paese, indipendentemente dalla condizione sociale, dal ceto o dalle possibilità economiche.
Il candidato del partito democratico è riuscito così nel difficile compito di sensibilizzare l’elettorato e di coinvolgerlo in prima persona nella vita politica della nazione riscoprendo ed evidenziando il ruolo e l’importanza del potere del singolo.
Il sentimento di appartenenza e la percezione di partecipare alla costruzione di un progetto comune sono stati fondamentali nella campagna elettorale di Obama; questo infatti ha permesso che le persone sviluppassero la consapevolezza di essere fautrici in prima persona del cambiamento e che ciò le motivasse a partecipare attivamente alla sua realizzazione.

Il sentimento di appartenenza e la costruzione di un progetto comune sono stati determinanti in quanto hanno favorito la mobilitazione e la partecipazione dei volontari.
I volontari hanno collaborato attraverso diverse forme che hanno spaziato dalle donazioni alla creazione di contributi come video ed articoli.
I supporter hanno infatti preso parte alla campagna elettorale con la donazione di somme di denaro; il dato che colpisce maggiormente è che a partecipare non sono state solo le fasce della popolazione con il reddito più elevato o i partner che partecipano abitualmente alle campagne politiche ma a fare la differenza sono state le donazioni fatte dalle fasce meno abbienti.
Nella raccolta fondi è stato coinvolto un numero impressionante di persone, circa tre milioni, e ciò ha permesso di raccogliere una somma di denaro record che ha consentito ad Obama di acquistare numerosi spazi pubblicitari sui media tradizionali, in primis la televisione, medium che continua ad essere determinante nelle campagne presidenziali.
Ciò ha determinato un ulteriore svantaggio per McCain che avendo raccolto una somma di denaro inferiore e non godendo delle stesse risorse economiche ha potuto avvalersi della pubblicità televisiva in misura minore rispetto al suo avversario.

La capacità di coinvolgere volontari che partecipassero attivamente alla campagna elettorale è stata fondamentale per il candidato democratico.
Ben 1 milione di volontari hanno contribuito alla sua realizzazione con la creazione blog, video, contenuti ed iniziative, garantendo così un apporto costante di contributi aggiornati senza alcun costo per il team del candidato democratico. Nuovi media - We are the people we’ve been waiting for
La campagna su Internet è stata così estremamente curata ed articolata e cosa più sorprendente è stata condotta in gran parte dai volontari; primo tra tutti da Chris Hughes.
Chris Hughes, cofondatore di Facebook, ha offerto il contributo più efficace; a lui infatti si deve la creazione del social network di Barack Obama: MyBarackObama.com.
Il social network si è dimostrato essere una risorsa fondamentale della campagna del candidato democratico in quanto è riuscito brillantemente a creare un coinvolgimento nell’elettorato ed a veicolare in modo virale il messaggio della campagna elettorale. Questo è stato sicuramente un risultato straordinario, soprattutto se si considera che si è verificato per una campagna politica.

Il social network realizzato da Hughes è riuscito a:
1) creare e mantenere il coinvolgimento dei supporters;
2) garantire la realizzazione di contenuti aggiornati che contribuiscono non solo ad informare ma anche a mantenere la discussione centrata sulla campagna di Obama;
3) creare un feedback continuo con l’elettorato che ha così l’occasione di esprimere la propria opinione riguardo ai diversi temi del programma politico.
In questo modo supporters e volontari sono riusciti ad influenzare e modificare l’agenda comunicativa ed informativa contribuendo ad mutare gli equilibri tra i media e la loro influenza sull’elettorato.

Ciò che è emerso chiaramente da questa tornata elettorale è che i media tradizionali continuano ad avere un ruolo di primaria importanza e ad influire pesantemente sulle scelte dell’elettorato, quello che in questo caso ha fatto la differenza è stato il loro uso innovativo da parte del candidato del partito democratico.
Altro aspetto interessante che si è registrato è stato un imponente incremento nell’influenza e nell’utilizzo dei nuovi media.
Il successo della campagna elettorale di Obama è stato quindi determinato non solo dall’uso dei media tradizionali o dei nuovi media quanto piuttosto dal loro uso combinato e soprattutto dal messaggio alla base che è riuscito ad coinvolgere e mobilitare l’elettorato.

Siete d’accordo con questa analisi della campagna elettorale per le presidenziali americane e sul ruolo che hanno giocato i nuovi media ed i media tradizionali?
Sarebbe applicabile una strategia analoga in ambito politico in Italia?


Fonte:
Interview: New media key to Obama campaign.

Per le immagini si ringraziano nell'ordine:
Napalm filled tires, *the get up kid* e springhill2008.

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